31 Maggio 2015

Prodotti tipici

Prosecco DOCG di Conegliano e Valdobbiadene
tratto da www.visittreviso.it

La terra di elezione del Prosecco è il territorio della Marca Gioiosa et Amorosa, in particolar modo le colline di Conegliano e Valdobbiadene cui è intitolata l’omonima Denominazione. La Strada del Prosecco è l’itinerario che si snoda tra colli, vigneti, sapori e storia, a caccia di tutti i segreti che questo fiore all’occhiello della trevigianità nel mondo. E’ divisa in quattro segmenti, tutti dettagliatamente descritti in una pratica brochure.
Il vitigno si presta molto bene alla spumantizzazione ma anche all’ottenimento di vini fermi, leggeri e fruttati. È, in tutti i casi, un vino dal colore paglierino scarico, con tenui profumi floreali e fruttati.
Il corpo è snello e leggero, con fresca acidità e buona armonia complessiva. La maggiore presenza di zuccheri amplifica l’espressione aromatica del vitigno.
Il Prosecco Spumante “Extradry” è un eccellente aperitivo che si sposa molto bene anche con minestre di legumi frutti di mare, con pastasciutte con sughi di carne delicati, pollame nobile e formaggi freschi.
La versione “Brut” è perfetta con antipasti di pesce e di verdure anche elaborati, primi con frutti di mare, pesci d’acqua dolce al forno.
Il Prosecco Frizzante è adatto come aperitivo e per accompagnare antipasti, primi non elaborati e, anche, spuntini veloci.
Il Prosecco Tranquillo va servito su antipasti delicati, specialmente di mare, primi poco elaborati o conditi con sughi a base di pesce, minestre di verdura e pesci grigliati o al vapore.
Da un piccolo cru a Santo Stefano di Valdobbiadene, grazie alla mirabile combinazione geo-climatica, si ottiene il Prosecco di Valdobbiadene Superiore di Cartizze, spumante di eccelsa e rinomata qualità. Il gusto è amabile e denso sin dal colore, i profumi invitanti ed ampi, il sapore rotondo. Si accompagna in modo eccellente ai dessert e alla piccola pasticceria.

Radicchio Rosso di Treviso e Variegato di Castelfranco Veneto
tratto da www.visittreviso.it

I tre radicchi della Provincia di Treviso – Rosso Tardivo, Rosso Precoce e Variegato di Castelfranco – sono portatori di una storia agricola, sociale ed economica che li rende unici e che ha dato vita alla Strada del radicchio rosso di Treviso e variegato di Castelfranco.
La vera consacrazione del radicchio rosso si deve al prof. Giuseppe Benzi, che ebbe l’idea di creare la prima esposizione del fiore rosso, nel dicembre 1900. Oggi la manifestazione Fiori d’Inverno raccoglie questa importante eredità in un calendario che unisce le mostre legate al radicchio rosso di Treviso e al radicchio variegato di Castelfranco Veneto. D’altra parte, la prestigiosa rassegna CocoRadicchio, porta nelle tavole di sette ristoranti creatività e tradizione, sempre all’insegna di quest’amata verdura invernale.
Il Radicchio Rosso di Treviso IGP – Tardivo si presenta con germogli regolari, uniformi, e dotati di buona compattezza; La consistenza è croccante e il sapore gradevolmente amarognolo. Lo si può gustare crudo in insalata, con condimenti diversi, e soprattutto cotto: fritto, ai ferri, stufato, nei risotti.
Il Radicchio Rosso di Treviso IGP – Precoce si distingue non solo perché giunge sul mercato in anticipo rispetto al tardivo (da settembre anziché da dicembre), ma anche per i grossi cespi allungati con foglie meno carnose a lembo ampio avvolgente di colore rosa smagliante, con costola centrale bianca che si dirama sul lembo stesso. Le foglie hanno una consistenza mediamente croccante e sapore lievemente amarognolo. Gli usi gastronomici sono identici a quelli del tipo tardivo, al quale va però riconosciuta una maggiore croccantezza e una minore intensità amarognola.
Il Radicchio Variegato di Castelfranco IGP è un incrocio tra il Radicchio di Treviso e la scarola ottenuto verso la fine dell’800. La sua forma ricorda una grande rosa dai colori screziati. Le foglie sono a bordo frastagliato, di un colore bianco-crema con variegature distribuite, in modo equilibrato su tutta la foglia di tinte diverse da viola chiaro a rosso violaceo. La raccolta avviene dopo il 20 settembre. Il sapore è molto delicato e varia dal dolce al gradevolmente amarognolo. Rispetto alle varietà rosse ha una minore conservabilità ed è molto sensibile alle cotture prolungate.
Il “Radicio Verdòn da Cortèl” (Radicchio verdolin)è una verdura passata in secondo piano rispetto ai suoi “fratelli” più famosi, tuttavia è ricomparsa negli ultimi anni sulle tavole trevigiane, che ne hanno riconosciuto la qualità organolettica e gli aspetti identitari. Prende il nome dialettale dalla raccolta, che avviene esclusivamente a mano utilizzando un coltello a lama corta, tra fine febbraio e massimo fino a metà aprile.