31 July 2017

The 10 + 1 most important things to do and see in the surroundings of Cison di Valmarino

Casa Nonna Silla - Vista dall'alto

Vista dal Castello Brandolini

1 – Visita al Castello Brandolini
CastelBrando affonda le sue radici in 2000 anni di storia e rappresenta una pagina aperta sul passato del territorio e sulle gesta di popolazioni, condottieri e illustri personaggi, che ne hanno evidenziato eroiche imprese.

Abitato sin dalla preistoria, il primo castrum fu eretto a partire dall’età romana, come struttura di controllo e difesa della Via Imperiale Claudia Augusta, che collegava l’Adriatico al nord Europa.

Nel corso dei secoli conobbe una serie di ampliamenti: fu dimora dei Signori Da Camino, i quali lo cinsero interamente di un’imponente merlatura alla guelfa e vi eressero una torre centrale; passò poi sotto il controllo della Repubblica di Venezia, che lo diede in feudo prima a Marin Faliero e poi, per meriti d’arme, ai capitani di ventura Giovanni Brandolino ed Erasmo da Narni, più noto come il Gattamelata.
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Foto di Resy De Stefani

2 – Visita al Molinetto della Croda
Il Molinetto della Croda, nella valle del Lierza, rappresenta uno dei più suggestivi angoli della Marca Trevigiana. Nei suoi quasi quattro secoli di storia ha ispirato artisti e incantato migliaia di visitatori.

Caratteristico esempio di architettura rurale del secolo XVII, l’edificio fu costruito a più riprese. Le fondazioni della primitiva costruzione poggiano sulla nuda roccia, appunto la “croda” della montagna.

Successivi ampliamenti consentirono di ricavare i locali per la dimora di modeste famiglie di mugnai, sempre alle prese con la povertà e la minaccia incombente di piene improvvise e alluvioni devastanti come, in tempi recenti, quelle del 1941 e del 1953.
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Foto di Resy De Stefani

3 – Visita all’Abbazia Cistercense di Santa Maria a Follina
Eretta su una precedente edificazione benedettina nel XII sec. rivista in epoca cistercense, l’attuale basilica (1305 abate Gualtiero da Lodi – 1335 abate Nordio di Treviso) presenta la tipica costruzione a pianta latina con la facciata rivolta a ponente e l’abside rivolta a levante proprio come prevedeva la simbologia cistercense.

All’interno della basilica sono da segnalare tra le pregevoli opere presenti:
la grande ancona lignea di stile neogotico costruita da maestranze veneziane nel 1921, copia perfetta dell’originale ancona presente alla chiesa di S. Zaccaria di Venezia. Essa accoglie la statua in arenaria della Madonna del Sacro Calice che qualcuno ipotizza di origina nubiana del VI sec. , da sempre oggetto di venerazione e pellegrinaggio da parte dei follinesi e dalle migliaia di fedeli provenienti da tutta Italia; l’affresco “Madonna con Bambino e Santi” del 1527 di Francesco da Milano; un notevole crocefisso ligneo di età barocca (epoca camaldolese) di autore sconosciuto.
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4 – Passo San Boldo
Il passo San Boldo è un valico che mette in comunicazione i due versanti delle prealpi Bellunesi centrali, ovvero la Valmareno, in provincia di Treviso, e la Valbelluna, in provincia di Belluno.

Con l’invasione seguita alla rotta di Caporetto, l’infrastruttura fu ultimata, tra marzo e giugno del 1918, dal genio militare austriaco per esigenze strategiche; fu un’impresa memorabile (per la quale fu fondamentale la manodopera locale) in quanto l’opera, che vide peraltro lo scavo di cinque gallerie, si concluse in tempi brevissimi: da qui il soprannome “strada dei 100 giorni”.
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Foto di Resy De Stefani

5 – Visita al Castello di Zumelle
Il Castello di Zumelle si erge sulla cima di un colle a strapiombo sul corso del torrente Terche. Il primo nucleo di un castello fortificato, a Zumelle, risale al I secolo d.C.,esattamente nel 46-47 d.c., quando i Romani stavano consolidando la loro influenza sulla Valbelluna. La costruzione si innalzava dove oggi si trova il nucleo principale del castello, in una posizione strategica per monitorare il transito sulla via Claudia Augusta Altinate (o su una sua variante).

Durante le invasioni barbariche, il castello divenne il centro del sistema difensivo locale, prima di essere pesantemente rovinato e cadere in disuso. L’intreccio tra storia e leggenda racconta che il nucleo principale venne ricostruito e ampliato dai Goti (ad opera di Genserico) attorno al 540 d.C. La leggenda racconta che Genserico si stabilì nel castello bellunese. E dal matrimonio con l’ancella Eudosia, racconta la leggenda, nacquero due gemelli, da cui il toponimo Zumelle.
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Foto di Resy De Stefani

6 – Visita al Brent de l’Art
Si tratta di una tranquilla passeggiata, solo gli ultimi tratti prima della forra sono ripidi e un po’ scivolosi, ma il sentiero è ben sistemato con gradini e parapetti di legno. Necessarie calzature da escursionismo.

Si deve raggiungere Sant’Antonio di Tortal (m. 550), frazione di Trichiana (Belluno, sinistra Piave). Il paese si raggiunge facilmente da Trichiana seguendo le indicazioni per il Passo di San Boldo, oppure scendendo dal San Boldo per chi proviene dall’alta trevigiana.

Dall’unico incrocio al centro del paesetto si dirama una stradina verso ovest (anche indicazione campo sportivo), esattamente all’opposto della strada che conduce alla vicina chiesa. Si passa in mezzo ad una grande fattoria ed alcune case e si prosegue in mezzo ai campi, la strada diventa a tratti sterrata e termina ad un piccolo parcheggio (poco più di un chilometro dall’incrocio).
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Foto Matteo Andreeetta

7 – Visita alle Grotte del Caglieron
Le Grotte del Caglieron sono situate in località Breda di Fregona, in Provincia di Treviso.

Il complesso consta di una serie di cavità, parte delle quali di origine artificiale e parte di origine naturale; per la parte naturale, si tratta di una profonda forra incisa dal torrente Caglieron su strati alternati di conglomerato calcareo, di arenarie e di marne del Miocene medio (da 16 a 10 milioni di anni fa).

Numerose sono le cascate, alte parecchi metri, con grandi marmitte alla base.
Nella parte più profonda della forra, si notano sulle pareti grandi concrezioni calcaree che chiudono per un tratto e in parte la volta, dando all’insieme l’aspetto di una grotta.
Sulle pareti della forra si aprono delle grandi cavità artificiali, ottenute dall’estrazione dell’arenaria, la tipica “piera dolza” (pietra tenera).
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Via Dell'Acqua8 – La via dei Mulini
L’intimo rapporto fra l’acqua, l’uomo e la natura, nella valle del Rujo di Cison, impregna anche i nomi dei luoghi portandosi in eredità fin ad oggi, nel XXI secolo, località quali il Bosc del Fol e Campo Molino. Questo binomio associato di campi dei mulini e di boschi dei folli, nasce nel passato di quello che fu un lontano medioevo. Tuttavia le carte e i documenti cominciano a lasciarne traccia dal ‘500.

Il centro storico di Cison, capoluogo politico fra ‘400 e ‘700 della Contea di Valmareno, feudo dei conti Brandolini, si forma proprio sui costoni del torrente Rujo. Il corso d’acqua finisce per tagliare in lungo il paese, disegnando il paesaggio, condizionando gli insediamenti, ritmando e complicando la vita sociale ed economica come risorsa, ma anche come costante minaccia da tenere, per quanto possibile, saldamente imbrigliata dal controllo umano. Con la messa in opera di numerose rode a coppedel fino a dodici, di piccola dimensione munite di cassette, si muovevano mulini, magli, folloni da panno, seghe.
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Parco Livelet

9 – Laghi di Revine e Parco Livelet
Il museo all’aperto del parco del Livelet è costituito dalla ricostruzione di tre palafitte che si riferiscono ad un periodo che va dalla fine del Neolitico alla prima Età del Bronzo, momento in cui è testimoniata l’occupazione preistorica dei Laghi di Revine.

Il vantaggio che offrono le ricostruzioni è di mostrare ai visitatori abitazioni e oggetti paragonabili a quelli antichi, realizzati con le stesse tecniche e materiali disponibili in Preistoria e inseriti in un contesto ambientale simile a quello in cui venivano prodotti in passato.

Chi visita il villaggio viene coinvolto in un vero e proprio viaggio nel tempo e invitato a scoprire la vita quotidiana nel Neolitico, nell’Età del Rame e nell’Età del Bronzo, attraverso l’osservazione delle ricostruzioni di oggetti, utensili e arredi – realizzati sulla base di reperti archeologici – con cui sono allestite le palafitte.
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Rolle di Cison di Valmarino

10 – Il Borgo di Rolle
Rolle è una frazione di Cison di Valmarino, in provincia di Treviso.
Si trova in area di valore paesaggistico, sui colli attraversati dalla Strada del prosecco che collega Conegliano e Valdobbiadene. Nel 2004 Rolle è divenuto il primo borgo italiano tutelato dal Fondo per l’Ambiente Italiano.

Ricordata anticamente come Arrollis, il toponimo potrebbe avere una connessione con rubus, termine che rimanda alla presenza di rovi o altrimenti a una zona franosa. Una teoria più fantasiosa lo avvicina ad olla, in riferimento alla produzione di vasi in terracotta, attività di grande rilevanza sino al secolo scorso.

A partire dal Duecento le vicende del paese furono state legate alla presenza di una comunità benedettina, della quale resta ancora parte del monastero.
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Presepi a Mura

Presepi a Mura

10+1 – I Presepi di Mura
Dal 2004, a Mura, i protagonisti diventano i presepi.

Vengono esposti circa 50 presepi lungo una passeggiata pedonale attraverso le vie del paese, ogni anno, nel mese di dicembre.

La mostra, viene allestita nelle varie case, cortili e giardini.

I presepi vengono creati per la maggior parte dagli abitanti e da varie associazioni di volontariato. Mura diventa cosi un grande presepe, visitata ogni anno da migliaia di persone che possono scoprire in ogni angolo, attraverso un presepe, un addobbo, i segni dell’amore degli abitanti per Mura.
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